VERA WOLDHEK

Il silenzio è sopravvalutato / Silence is overrated, 2018 

installazione sonora poetica / poetic sound installation

Oltre a una poesia che ha accompagnato l’intervento artistico di Ivana Volpe, Vera Woldhek ha realizzato un’installazione sonora, allestita nella stanza attigua. Formatasi alla scrittura creativa e allo story-telling, a differenza degli altri artisti in residenza, provenienti da percorsi formativi nel campo delle arti visive, Woldhek ha proposto qui una ricerca a carattere multisensoriale e transdisciplinare per interrogare lo stato d’animo e le insicurezze della giovane generazione di creativi a cui appartiene, e ai fenomeni di burnout e alla tendenza a eccedere le aspettative in risposta alle pressioni sociali e professionali, in relazione alla nozione di felicità. Interessata a un approccio creativo processuale orientato a cogliere le sollecitazioni offerte da luoghi, cose e persone, ha documentato la sua permanenza a Savigliano attraverso registrazioni, audio, brevi video e appunti in cui ha inserito allusioni alle divinità del pantheon romano in chiave di riferimento culturale context-specific. Per la restituzione della sua ricerca ha deciso di rinunciare alla scrittura e al video optando per la creazione di una installazione sonora in cui ha mixato varie registrazioni effettuate sul territorio per restituire allo spettatore il proprio senso di disorientamento, culturale e linguistico. In tal modo ha inteso comunicare in un intervento semplice e coinvolgente le difficoltà di interazione con un contesto creativo distante dal proprio e la conseguente percezione di estraneità esperita durante la residenza.

Vera Woldhek nasce a Helsinki, in Finlandia, nel 1992. Story-teller laureata alla Minerva Academy of Pop Culture di Leeuwarden, Vive e lavora a Groningen, Paesi Bassi.

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